Decorazione pittorica [Dipinti]
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La decorazione del teatro "domestico", voluto dal rettore Sassarini nel 1737, è opera di Giorgio Magnanini, allievo di Ferdinando Bibiena e successivamente di Marco Bianchi. Dopo la trasformazione seguita all'acquisto dell'Osteria del Montone (1753) i documenti riferiscono l'intervento di Camillo Crespolani. Intorno al 1870 intervenne Ferdinando Manzini a ritoccare il soffitto e ad eseguire lo stemma comunale sull'arcoscenico. Negli anni '30 del secolo successivo la sala è stata appesantita da cornici in stucco in rilievo e dall'aggiunta di corposi cartigli sempre in stucco nelle lunette delle sopraporte e delle finestre recanti motti relativi all'attività scenica. Il soffitto a volta a padiglione a sesto ribassato reca al centro una tempera con raffigurazioni allegoriche "Minerva e le Arti Liberali" in una gloria di nubi racchiusa in un lacunare quadrilobato. Ne è artefice Arcangelo Salvarani coadiuvato dagli allievi dell'Istituto d'arte Venturi.
Successivi interventi di rinfrescatura avevano comportato la scialbatura con un'unica tinta a tempera color nocciola chiaro di tutte le pareti di fondo mentre il restauro condotto nel 1989 ha restituito, almeno nei cromatismi, gli accenti settecenteschi evocati dal punto di vista strutturale unicamente nella balconata.