Argenti [Arredi e paramenti]
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sec.XVIII - Modena, Collegio San Carlo (Palazzo)

Buona parte dei calici, reliquiari, ostensori, lampade, turiboli, croci e cornici elencati negli inventari di fine Ottocento del Collegio esistono tuttora. Capi di argenteria vennero acquistati o ricevuti in lascito dalla Congregazione nel Seicento, aumentarono di numero nel Settecento e continuarono ad entrare in San Carlo fino alla fine dell'Ottocento. Si tratta soprattutto di argenti di manifattura emiliana e modenese, ma anche veneziana e d'oltralpe del XVIII secolo, ma non mancano pregevoli pezzi ottocenteschi che recano la firma di Giacomo Vincenzi e di Tommaso Rinaldi, orafi modenesi tra i più prestigiosi del primo e del secondo Ottocento. Si devono al Vincenzi la lampada per l'altare del Crocifisso e la ricca cornice con angeli reggicandela mentre gli orafi Rocca, Rinaldi e Augeri, subentrati al Vincenzi a metà Ottocento nella bottega sotto il Portico del Collegio, furono tra l'altro artefici di un grande ostensorio raggiato e di un calice con testine di cherubini e simboli della Trinità.