Alle pareti sono appesi, oltre a quello del fondatore Conte Paolo Boschetti, i ritratti dei rettori del Collegio dal 1657 al 1861, da
Francesco Baldi, sotto il cui rettorato nacque lo Studio Pubblico e fu posata la prima pietra della Chiesa, a
Bartolomeo Fedeli,
Francesco Reggiani e
Bartolomeo Sassarini, nei cui nomi si compendia il momento culminante della vita del Collegio, che prosperava, si ampliava e superava il centinaio di convittori. Un periodo di crisi cominciò con
Giuseppe Malmusi, precipitò con
Giuseppe Boccolari, ebbe una battuta d'arresto con
Bonaventura Corti, poi, con la fine dell'antico regime le cose non furono più le stesse. Si susseguirono
Paolo Ambrogio Ceccopieri,
Giovanni Lenzini,
Giovanni Biondi e
Luigi Ferrari fino a
Luigi Spallanzani, che fu il rettore della transizione al Regno d'Italia.